VINICIO CAPOSSELA - Teatro Comunale, Carpi


L'11 novembre 2017 si è aperto, presso il Teatro Comunale di Carpi (Mo), il tour Ombre dell'inverno di Vinicio Capossela, spettacolo nel quale sono stato coinvolto a partecipare, insieme a Claus Soraperra, con le pellicce e corna da Krampus nel momento dell'arrivo di Santo Nicola.


"Lo spettacolo è ambientato tra nebbie e riflessi, attorno ad un bidone che assieme al fuoco genera ombre che si estendono fino alle terre dell'osso, che hanno generato le canzoni della cupa, ai suoi mulattieri, alle sue credenze, ai suoi licantropi. Per effetto di cerini miracolosi ognuno porta al fuoco un racconto.
Infine l'arrivo, solo e malaccompagnato da infere creature bestiali, del Santo che abbiamo eletto a protettore delle vittime dei propri errori: è il Santo Nicola, il primo portatore di doni che ha lasciato il mestiere a Babbo Natale, ma per sé si é tenuto questi speciali cerini che donano la facoltà di potersi parlare".
Vinicio Capossela

MATER TIROLENSIS - Claus Soraperra


Mater Tirolensis è un progetto espositivo dell'amico artista Claus Soraperra  al quale ho partecipato, durante la performance d'apertura, nel ruolo di "lacché" del "Maestro pittore". La mostra si è tenuta presso la Galleria Kustforum Unterland di Egna (Bz) dal 21 ottobre al 4 novembre 2017.


"Mater Tirolensis nasce come riflessione emotiva sostenuta da indagini storico-antropologiche sulla trasformazione ri-generativa di un popolo, quello tirolese che al proprio interno conserva principalmente un'identità fondata da sempre sul senso di appartenenza storica.
L'identità orgogliosa e tenace, vissuta fino ad oggi come un'arma per la propria difesa nazionale e religiosa, diviene oggi un interessante strumento per la formazione di un'eterogenesi nuova che cerca di diventare il marchio per il rilancio di un marketing a difesa di una identità che oggi con la globalizzazione si sente minacciata come non mai".
 Claus Soraperra


CUCALOCH - RAI Tv Ladinia


Mercoledì 25 ottobre 2017 ho partecipato al talk-show televisivo CUCALOCH della RAI Tv Ladinia di Bolzano, presso il Teatro Navalge di Moena. La trasmissione è stata curata da Anna Mazzel, Sara Frenner, la regia di Paolo Mazzuccato e la partecipazione musicale di Stefano Merighi e Antony Dantone. Per vedere il programma clicca qui > mediateca.







UNA VIGNETTA PER L'EUROPA


La vignetta qui sopra è stata selezionata fra le quarantratrè opere finaliste del concorso Una vignetta per l'Europa, organizzato dalla rivista Internazionale, che premia la migliore vignetta politica pubblicata sui mezzi di informazione italiani nel 2017.

BIRA LADINA 2017


Dopo una prima serie di tre illustrazioni, per il birrificio artigianale Antonius di Fiè allo Sciliar, la Uniun di Ladins dla Val Badia mi ha proposto di realizzare una seconda serie di sei etichette che rappresentassero avvenimenti o tematiche riguardanti la storia e la cultura ladina; ogni disegno è accompagnato da una breve descrizione storico-culturale in tre lingue (ladino, italiano e tedesco). Vives!

La tradizione pasquale de "cufé" (scoccetta) è un gioco nel quale due concorrenti battono una contro l'altra due uova sode decorate. Perde il concorrente che per primo si ritrova con entrambe le estremità dell'uovo rotte.


La Ladinia e le Dolomiti sono terre di miti e leggende: il ciclo dei Fanes con Moltina, Dolasila, Edl de Net; le storie delle ganes e dei salvans, le leggende di Re Laurino e dei Monti Pallidi.


Il ladino è presente nei mass media: nella stampa (Usc di Ladins), alla radio (Radio Gherdëina Dolomites e RAI Ladinia Radio) e alla televisione (RAI Ladinia TV, TCA e TML).


San Giuseppe Freinademetz (Oies, Badia 1852 - Taikia, Cina 1908), è stato prete e missionario in Cina. È stato il primo santo ladino, canonizzato nel 2003 da Papa Giovanni Paolo II.


L'Ursus Ladinicus è una specie di orso delle caverne vissuta nelle Dolomiti 40000 anni fa. I suoi resti furono scoperti nel 1987 in una grotta nel gruppo del Conturines in Val Badia.


Durante la Grande Guerrra (1915-1918) i soldati austriaci costruirono nel ghiacciaio della Marmolada la "Città di ghiaccio", una rete di 10 km di gallerie e grotte, nelle quali i soldati trovavano riparo da freddo e valenghe.

VIAGGIO NELL'ITALIA DEL GIRO


Viaggio nell'Italia del Giro è un programma condotto da Edoardo Camurri che racconta l'Italia toccata dalle tappe del Giro attraverso storie, paesaggi e personaggi stravaganti, andato in onda su Rai 2 e Rai Storia.
Nella puntata del 24 maggio 2017, dedicata alla tappa Moena-Ortisei, ho partecipato con un breve intervento all'interno del programma (min.7.58) dove ho commentato alcune vignette pubblicate sul giornale La Usc di Ladins.

GIRINO D'ITALIA


Il 28 aprile 2017 a Canazei, presso la Frida Street Gallerylo spazio autogestito con l'artista Claus Soraperra, insieme ad un bel gruppo di amici e sostenitori abbiamo realizzato la performance collettiva del Girino d'Italia.


Condividere l'arte con tutti, il fare arte per stare insieme, dandole anche un valore ludico ma che poi inevitabilmente grazie ad un particolare inaspettato sia cromaticamente che simbolicamente, fa scaturire una riflessione.

Il valore dell'arte richiama da sempre con forza ad un confronto universale con ciò che accade ora, adesso. Un evento come l'arrivo della 17°tappa del Giro d'Italia a Canazei ha certamente stimolato il comune e tutta la popolazione a farne un evento promozionale, tingendo il paese di rosa.
Così anche l'incontro annuale con gli amici della Frida Street Gallery non poteva non "spruzzare" il colore rosa e proporre un momento di condivisione, divertimento e riflessione, dove questa volta gli artisti non sono stati Manuel e Claus, ma il pubblico stesso. Guidati e motivati con destrezza e attenzione, tutti gli invitati hanno potuto lasciare un loro segno, un "girino rosa" che poi si è trasformato in un gruppo di oltre 40 girini, con in testa al gruppo quello "nero", in "fuga", una fuga non tanto spettacolare e sportivamente corretta, ma pesantemente attuale per quelle persone che fuggono da condizioni di povertà disumana e che spesso diventano imbarazzzanti per luogi e persone, per Canazei e le valli ladine, dove talvolta con fatica si procede alla loro integrazione.



TRENTINO 18.5.2017


L'articolo a cura della giornalista Elisa Salvi del Trentino, parla della performance Girino d'Italia  presso la Frida Street Gallery.

La performance a Canazei
RIZ, SORAPERRA E ALTRE 80 MANI FIRMANO IL "GIRINO D'ITALIA"

È un'opera a ottanta mani quella presentata alla Frida Street Gallery da Manuel Riz e Claus Soraperra. Per il "Girino d'Italia", questo il titolo del lavoro che è stato occasione di una performance collettiva, gli apprezzati artisti di Canazei, entrambi docenti della Scuola ladina di Fassa, hanno coinvolto la quarantina di persone presenti. Il tutto, con il piglio spiritoso e arguto che li contraddistingue.
I due, anche questa volta, hanno sorpreso i loro amici e fan, presentandosi a bordo di un tandem nella via del centro del paese, che accoglie la bacheca dove è esposto il "Girino d'Italia": una composizione di girini rosa tra cui ne spicca uno nero.
"Quest'anno - hanno esordito, tra i sorrisi, Riz e Soraperra - ci siamo ispirati all'evento più importante che accadrà in Fassa: il Giro d'Italia. Una manifestazione che ci coinvolge tutti e per cui vorremmo che mettesse in luce l'artista che c'è in voi, contribuendo a un'opera che, se venisse venduta a un intenditore, contribuirebbe anche un buon guadagno per ciascuno. Vi chiediamo perciò di realizzare il vostro Girino d'Italia",
Con entusiasmo, uno per uno, i componenti del pubblico, forniti di bomboletta spray rosa e stencil con la forma del girino, si sono messi al lavoro, tra applausi e risate sottolineate da una fisarmonica. Certo, osservando i girini in bacheca, non è sfuggito quello nero: "A un'opera d'arte - hanno spiegato Riz e Soraperra - si può dare, o mutare significato grazie a un solo particolare. Ecco che nella composizione abbiamo inserito un girino nero in fuga, perché, come bene insegna il Giro d'Italia, c'è sempre nel gruppo chi fa uno scatto in avanti, può arrivare al traguardo da solo o trascinare con sé gli altri". Ma la fuga è anche quella di cui si sente parlare spesso, da Paesi in guerra, in assoluta povertà, dove le persone vivono in condizioni estreme. Il girino nero richiama quindi i temi dell'immigrazione e dell'integrazione che toccano anche i fassani da vicino. da alcuni giorni sono infatti arrivati in valle i primi richiedenti asilo.

TEATER LADIN


In Val di Fassa, durante la prima settimana di maggio, si svolge l' Aisciuda Ladina ovvero una manifestazione di carattere culturale che ha come finalità la valorizzazione e l'utilizzo della lingua ladina all'interno di diversi ambiti della società fassana.
Il tema di quest'anno è stato il Teatro, che in valle ha una tradizione molto antica che parte dalle commedie in lingua ladina dell'800, per passare alle "baschie" dei matrimoni fino ad arrivare alle mascherate di Carnevale. Numerosi sono i gruppi teatrali che in valle sono tutt'ora attivi in questo campo, ed in occasione di questa edizione ho realizzato un'illustrazione, da consegnare come riconoscimento ai vari gruppi, che rappresenta diversi aspetti e personaggi presenti nelle tipiche commedie del teatro fassano.

VINICIO CAPOSSELA - Auditorium S.Chiara, Trento


Il 27 marzo 2017 il tour OMBRA Canzoni della Cupa e altri spaventi di Vinicio Capossela ha fatto tappa all'Auditorium Santa Chiara di Trento, in questa occasione insieme a Claus Soraperra siamo stati coinvolti a partecipare allo show, con le pellicce maleodoranti da Krampus, all'interno del brano Il ballo di San Vito.




Il video della performance completa del Ballo di San Vito con i Krampus è visionabile sulla pagina Facebook di Vinicio Capossela, per collegarti clicca qui sotto.

L'ADIGE 29.3.2017


L'articolo a cura di Fabio De Santi dell'Adige, è una recensione del concerto di Vinicio Capossela presso l'Auditorium Santa Chiara di Trento del 27 marzo 2017. Qui sotto il box dedicato ai Krampus di Canazei.


STREGATI DALLE OMBRE DI CAPOSSELA
Il musicista conquista i trentini con uno spettacolo suggestivo

Luci e ombre, miti e leggende evocazioni ancestrali, fiabe ed incubi si intrecciano nel nuovo live di Vinicio Capossela, vera quintessenza di un immaginario incantato.uno spettacolo che uno dei più amati e creativi musicisti italiani ha proposto lunedì sera in Auditorium stracolmo pronto a tributargli un autentico trionfo. Punto centrale di Ombra. Canzoni della cupa e altri spaventi sono le scenografie e i giochi di luce incantevoli, a volte segnati da veri e propri loop, che danno forma ad un universo di fiaba, fra alberi, rami e simboli della natura, nel quale però aleggia sempre un sottile senso di inquietudine.
La prima parte del concerto è giocata su diverse tracce dell'ultimo album Le canzoni della cupa, diviso in due capitoli Polvere e Ombra, che in questo tour teatrale è preminente con brani come "Le creature della cupa", "Scorza di mulo", "Il pumminale" e "Maddalena la castellana" che portano a "La notte di San Giovanni" e "L'angelo della luce". I ritmi ossessivi de "La bestia del grano" traghettano su altri lidi Capossela e il gruppo di musicisti ed artisti che lo accompagnano in questa avventura. Il vaso delle canzoni del passato si apre con una maestosa versione di "Brucia Troia" che fa da passaggio verso "Vinocolo", "Dimmi Tiresia" e "Le sirene". Capossela si muove, suonando il pianoforte ed altri strumenti, fra le ombre sul palco con costumi neri e copricapi più o meno appariscenti.
La scaletta regala altri gioielli della sua produzione come "Parla piano", "Fatalità", "Modì", la tribale "corvo torvo", "scivola vai via" e "Marajà".
Le canzoni della cupa  tornano impetuose in coda fra "Pettarossa", "Lo sposalizio di Maloservizio" e "Il lutto della sposa" lasciando ad un impetuosa "Il ballo di San Vito" l'atto finale. Ma cinque minuti di applausi a Vinicio Capossela e alla sua brigata, nella quale merita menzione speciale Vincenzo Vasi con gli effetti stranianti del suo theremin, non impediscono al filo di note di spezzarsi.
Nei bis si materializzano "Come la rosa", "Ovunque proteggi" e "Camminate" con Capossela che sceglie l'ironia per il suo congedo: "So che il biglietto per gli spettacoli teatrali non è economico ma è costato meno di una seduta dallo psicoanalista e forse vi ha portato a capire qualcosa in più riguardo alle vostre ombre".

L'ADIGETTO 28.3.2017


L'articolo a cura della giornalista Sandra Matuella del giornale on-line L'Adigetto, parla del concerto di Vinicio Capossela presso l'Auditorium Santa Chiara di Trento del 27 marzo 2017.
All'interno dell'articolo si parla inoltre della incursione dei Krampus che abbiamo impersonato con Claus Soraperra; oltre a noi in questa occasione era presente anche Egidio Galvan, l'accordatore trentino di fiducia di Vinicio, nella foto qui sopra tra noi due.

IL CONCERTO OMBRA E LA TRAGEDIA DI TRENTO
Vinicio Capossela: "...I mostri che albergano dentro noi stessi e che vivono nell'ombra. Ma soprattutto la cosa più spaventosa: noi stessi, la nostra ombra interiore"

In una Trento incredula e sotto shock per il terribile massacro dei piccoli figli da parte del padre che si è poi gettato in un dirupo, nemmeno un bel teatro tutto esaurito poteva invitare a una serata allegra e spensierata. invece, il concerto di Vinicio Capossela che si è tenuto appunto lunedì, in un gremito Teatro Auditorium, si è rivelato un appuntamento utile, per quanto possibile, ad elaborare e, in qualche modo, accogliere, l'orrore accaduto durante il giorno.
con le sue "Canzoni della cupa e altri spaventi", tappa del tour "Ombra", Vinicio Capossela, lo sciamano della musica d'autore italiana, ha cantato le inquietanti metamorfosi dell'uomo in creature fantastiche, emerse dal profondo della notte dei tempi. "Vecchie conoscenze -osserva Capossela- il minotauro, il ciclope, i mostri che albergano dentro noi stessi, la nostra ombra interiore. Perché, come dice il mio amico pescatore d'ombre Jacopo Leone, la luce rivela il visibile, l'ombra rivela l'invisibile."
Il palco è una scatola nera, luogo di passaggio di licantropi, di sirene che cantano la voce degli assenti, gli uccelli della notte e angeli caduti, di lamenti di anime senza pace e morti di malamorte. È una caverna che brulica di maschere velate di nero, di clandestinità e di labirintici specchi deformanti dove ballano "le ombre scure che genera la luce della convenzione sociale e che il corpo proietta sul terreno dell'istinto".
È insomma una scena vorticosa che abbraccia la dimensione del sacro: instancabile esploratore del mito, di riti magici e culti antichi del Mediterraneo, sconfinando anche nel mondo biblico e nelle parabole evangeliche, nel 2011, in occasione del precedente concerto a Trento, Vinicio è salito in cattedra alla Facoltà di Lettere, insieme a Giorgio Ieranò, docente di Storia del teatro greco, per raccontare la sua complessa avventura artistica e antropologica.
Alla fine del concerto di lunedì, dal palco Vinicio parla di ombre e di inconscio citando Jung, e invita le persone ad entrare in questa dimensione "non sul lettino dello psicoanalista, ma sulla poltrona del teatro", in forma, quindi, partecipata e condivisa: "certo i biglietti dei teatri non sono proprio economici, ma costano comunque meno di una seduta di psicoanalisi". Pioggia di applausi!
È anche vero, però, che gli spettacoli teatrali con la creatività e i mezzi per far vivere un'esperienza sensoriale e spirituale così incisiva, siano davvero rari, e non a caso il concerto di Vinicio è stato salutato con una doppia standing ovation finale al cantautore e ai suoi straordinari artisti e musicisti di strumenti antichi e moderni, tra cui Anusc Castiglioni, scenografa e animatrice d'ombre che ha trasformato la scena del concerto in un grande teatro di ombre e lanterne magiche di visioni ineffabili.
E Vincenzo Vasi, musicista unico per originalità e presenza scenica, virtuoso del theremin, uno strumento elettronico dalle sonorità spettrali ( indimenticabile il concerto di Capossela in cui vasi suonava accanto al "cristallarmonio" del musicista trentino Gianfranco Grisi, altrettanto originale e magnetico: lunedì, a fine concerto, dal palco Vinicio ha salutato Grisi mandandogli pure un bacio).
Questo concerto "Ombra" aveva anche un cuore tutto trentino. Egidio Galvan, dell'omonima celebre ditta di pianoforti di Borgo Valsugana, è infatti l'accordatore di fiducia di Vinicio, mentre ad agitare la scena e la platea, sono scesi da Canazei i due Krampus ossia i diavoli delle leggende dolomitiche, impersonati da Claus Soraperra e Manuel Riz: a loro il compito di spaventare, ha specificato Capossela a fine concerto, e non di fare semplicemente paura, per risvegliare così alla vita.
Sono maschere potenti della tradizione alpina, armate di forconi in legno, che appartengono anche a quel variegato mondo dionisiaco, portatrici come sono del "terrore ebbro e creatore", come diceva Platone, e quindi "di quell'anarchia micidiale da cui nasce il bisogno di coesione e unità".

ALMANACH 2016


Il 18 febbraio presso la Ciasa de Comun di Pozza è stato presentato il quinto numero dell'ALMANACH, la rivista annuale edita dall'Union di Ladins de Fascia che raccoglie gli avvenimenti più importanti accaduti nel 2016 in Val di Fassa.

TITOLO: Almanach 2016
DISEGNI: Manuel Riz
TESTI: Valentina Redolfi, Lucia Gross, Monica Cigolla, Cristina Marchetti
TESTI E DISEGNI DELLE VERDURE: Sebastian Ghetta, Stephanie Ghetta, Laura Sanchez
EDITORE: Union di Ladins de Fascia
GRAFICA: Stephanie Ghetta
LINGUA: Ladino
FORMATO: 33,5 x 24 cm
PAGINE: 52
ANNO: 2017
INFO: lausc@ladinsdefascia.it   Tel.0462.764545

Per ogni mese ho realizzato una storia a fumetti autoconclusiva su di un argomento scelto in collaborazione con le redattrici: Lucia Gross, Valentina Redolfi, Cristina Marchetti e Monica Cigolla.