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CONCIATI PER LE FESTE - Mart Rovereto

"Conciati per le feste" è il titolo del tour invernale di Vinicio Capossela, che il 5 dicembre ha fatto tappa a Rovereto sotto la cupola del museo del Mart. Essendo la vigilia di San Nicolò, insieme all'amico Claus Soraperra, siamo stati coinvolti nello show come spaventosi aiutanti di "Sante Nicola".

Da molti anni Capossela indaga la figura di questo Santo, benvoluto dai bambini nei paesi nordici e montani soprattutto per i doni che elargisce, ma che si accompagna da un'ombra nera dal profilo cornuto... Vinicio nel suo spettacolo natalizio, impersonificando un improbabile Sante Nicola dall'accento barese, ha enunciato che la figura del Krampus ha la funzione pedagogica naturale di spaventare, mentre la paura diventa paralizzante facendo spesso comodo al potere inducendo la gente a rinunciare alla libertà per l'illusione della sicurezza. Perciò il rituale di San Nicolò dona lo spavento rendendo tutti più forti contro il lavoro della paura!

L' Adige 3.12.2024

L'articolo a cura di Fabio De Santi dell'Adige, è una intervista a Vinicio Capossela sul concerto del 5 dicembre a Rovereto sotto la cupola del museo del Mart.

CAPOSSELA PORTA ANCHE I KRAMPUS

"Canto brani che danno spazio all'anima della festa, ai trambusti agli abbracci"

"Quella di Rovereto non è solo una data all'aperto in cui dovrò vestirmi pesante ma anche una data molto molto fortunata perché cade il 5 dicembre la notte di San Nicola o di San Nicolò nell'arco alpino. Una figura che mi è molto cara essendo lui il primo portatore di doni. Una storia la sua che io ho un po'rielaborato come santo meridionale e migrante."

E ancora:"Il suo culto e anche quello dei suoi Krampus, di queste malebestie, di questi mostri, mi ha sempre affascinato: loro spaventano i bambini in un modo pedagogico che insegna a superare la paura, quella paura su cui fa leva il potere. Proprio al Mart verranno a farci visita due Krampus, due miei amici di vecchia data, da Canazei. Un'occasione molto importante per me."

Così Vinicio Capossela, in un incontro via Zoom con la stampa trentina e padovana, sul live "Conciati per le feste" che lo vedrà protagonista giovedì sera (5 dicembre) del Concertone dell'immacolata sotto il cupolone del Mart a partire dalle ore 21. Il cantautore nato ad Hannover nel 1965, ritorna in Trentino nell'ambito del tour europeo che si lega al lancio del suo nuovo album "Sciustenfeste N.1965". Registrato tra il 2020 e il 2021 insieme alla storica band del cantautore, "Sciustenfeste N.1965", racchiude quindici canzoni tra riscritture, rivisitazioni e reinterpretazioni di standard natalizi e tre brani inediti, con la partecipazione di alcuni ospiti speciali come Marc Ribot, Greg Cohen, Mikey Kenney, Vincenzo Vasi e le Sorelle Marinetti.

Proprio su questo disco sarà giocata la scaletta del cantautore, ri-trovatore, immaginatore:"la setlist è basata su tutti i brani di Sciustenfeste poi ci sono alcuni brani che sono adatti a queste atmosfere festose come ad esempio Maraja, che con Erode e i Re Magi in fondo a sempre a che fare, La notte se ne è andata, Christmas Song, In clandestinità, Notte newyorkese, nella sua versione tribale da giungla urbana accanto alle note de Il veglione. Il nostro scopo infatti è quello di permettere anche a chi non ama particolarmente le feste di tirarsi avanti. Diamo tutto il kit delle feste compresi brani per fare il serpentone di Capodanno."

Canzoni che danno spazio all'anima della festa, ai trambusti, agli abbracci, alle lacrime, alle redenzioni, alle rivoluzioni, alle ribellioni. Ci sono lo swing alla Louis Prima, il folklore italo-americano di Lou Monte e Nick Apollo Forte, gli inni presbiteriani, le fantasmagorie fiabesche, pezzi festivi e digestivi, marimbe di ossa, ottoni e vibrafòni.

Ma abbiamo chiesto noi a Capossela, come si può vivere questo momento di festa in un tempo in cui fuori infuria la battaglia e rieccheggiano sempre più forti gli echi di guerra anche in Europa? "Non mi sembra di ricordare un periodo aureo nella storia anche recente in cui si possa dire che è valsa la pena di festeggiare il Natale. Questi sono tempi estremamente bui, tempi in cui il senso della disperazione e dell'abbandono a sé stessi è forte - la risposta dell'artista - Oggi vedo una grande solitudine, legata ad un individualismo generato dal sistema in cui viviamo, che ci lascia un po'separati e spaventati. In quasto quadro la festa è un momento di partecipazione e di comunità importante, un qualcosa per darci forza e insieme un momento di grande umanità a fronte della disumanità imperante e diffusa nel nostro tempo."

ALTRI TASTI - Vinicio Capossela

L'ultima data del tour "Altri tasti" di Vinicio Capossela si è tenuta il 28 luglio ad Alba di Canazei in località Ciampac. Ai piedi del massiccio del Colac, Vinicio ha evocato molti personaggi delle leggende ladine, oltre a figure mitologiche che si sono materializzate fra il pubblico al ritmo delle melodie Corvo Torvo, Lanterne rosse e Il Pumminale.

 
I mascheramenti, realizzati in stretta collaborazione con l'amico Claus Soraperra, sono stati suggestionati dalle opere infernali e allucinate del pittore fiammingo Jheronimus Bosch (1453-1516), oltre alle Faceres zoomorfe di Virgilio Soraperra de la Zoch, che grazie ai canti di Capossela hanno accompagnato gli spettatori verso il tramonto infuocato, per poi lasciare il posto all'echeggiare della voce del cantautore irpino, fra i profili bui dei massicci rocciosi di Crepa Neigra e Vernel.
 
 
 
 
 
 

LA USC DI LADINS 3.8.2024

L'articolo a cura di Monica Cigolla de La Usc di Ladins, parla del concerto di Vinicio Capossela del 28 luglio ad Alba di Canazei in località Ciampac.

ECLISSICA - Vinicio Capossela

Nel libro "Eclissica" Vinicio Capossela compie un viaggio nel suo percorso artistico/musicale ma soprattutto nelle epoche della vita, narrando in maniera schietta, come un una sorta di diario di bordo, le sue esperienze, incontri e amicizie.

L'interesse del cantautore per i rituali ancestrali dell'arco alpino mi hanno dato la possibilità, insieme all'amico artista Claus Soraperra, di collaborare e prendere parte a diversi suoi spettacoli conoscendo da vicino la poetica di Capossela, sensibile ad approfondire anche le tradizioni ed i cerimoniali più periferici dandone valore e dignità artistica.


SPONZ FEST 2018


Concerto selvaggio 'Nta la cupa di Vinicio Capossela , presso il Vallone Cupo di Calitri (Av). Con la partecipazione di creature ibride tra uomo e animale provenienti dalle selve dell'italico stivale: Krampus, Merdules, Rumiti, Mapuche e Tricaricesi.


"Una peste percorre la società contemporanea:l'ammansimento. La bestia educata a venire sotto la mano. Siamo ammansiti dalla impossibilità, dalla frammentazione del lavoro, dal ricatto del precariato. Isolati e connessi nell'individualismo collettivo e masturbatorio delegato alla rete. Veniamo sotto mano in cambio di cosa? Sponz Fest 2018, sviluppa il tema del salvaggio, del salvamento, della salvazione, e quello del selvatico in opposizione al mansueto.
L'irpinia prende il suo nome dall'Hirpos, il lupo nella lingua osco sannita. Terra di selve, di animali e uomini selvatici. Ammansiti dal "contributo", ma di indole selvatica, come le faine, le volpi e i lupi dell'immaginario totemico locale.
Un Fest per s-fasciarsi dall'idiocrazia. Per praticare la fierezza, a partire dalla fiera non domesticata che è in noi."
Vinicio Capossela

VINICIO CAPOSSELA - Teatro Comunale, Carpi


L'11 novembre 2017 si è aperto, presso il Teatro Comunale di Carpi (Mo), il tour Ombre dell'inverno di Vinicio Capossela, spettacolo nel quale sono stato coinvolto a partecipare, insieme a Claus Soraperra, con le pellicce e corna da Krampus nel momento dell'arrivo di Santo Nicola.


"Lo spettacolo è ambientato tra nebbie e riflessi, attorno ad un bidone che assieme al fuoco genera ombre che si estendono fino alle terre dell'osso, che hanno generato le canzoni della cupa, ai suoi mulattieri, alle sue credenze, ai suoi licantropi. Per effetto di cerini miracolosi ognuno porta al fuoco un racconto.
Infine l'arrivo, solo e malaccompagnato da infere creature bestiali, del Santo che abbiamo eletto a protettore delle vittime dei propri errori: è il Santo Nicola, il primo portatore di doni che ha lasciato il mestiere a Babbo Natale, ma per sé si é tenuto questi speciali cerini che donano la facoltà di potersi parlare".
Vinicio Capossela

VINICIO CAPOSSELA - Auditorium S.Chiara, Trento


Il 27 marzo 2017 il tour OMBRA Canzoni della Cupa e altri spaventi di Vinicio Capossela ha fatto tappa all'Auditorium Santa Chiara di Trento, in questa occasione insieme a Claus Soraperra siamo stati coinvolti a partecipare allo show, con le pellicce maleodoranti da Krampus, all'interno del brano Il ballo di San Vito.




Il video della performance completa del Ballo di San Vito con i Krampus è visionabile sulla pagina Facebook di Vinicio Capossela, per collegarti clicca qui sotto.

L'ADIGE 29.3.2017


L'articolo a cura di Fabio De Santi dell'Adige, è una recensione del concerto di Vinicio Capossela presso l'Auditorium Santa Chiara di Trento del 27 marzo 2017. Qui sotto il box dedicato ai Krampus di Canazei.


STREGATI DALLE OMBRE DI CAPOSSELA
Il musicista conquista i trentini con uno spettacolo suggestivo

Luci e ombre, miti e leggende evocazioni ancestrali, fiabe ed incubi si intrecciano nel nuovo live di Vinicio Capossela, vera quintessenza di un immaginario incantato.uno spettacolo che uno dei più amati e creativi musicisti italiani ha proposto lunedì sera in Auditorium stracolmo pronto a tributargli un autentico trionfo. Punto centrale di Ombra. Canzoni della cupa e altri spaventi sono le scenografie e i giochi di luce incantevoli, a volte segnati da veri e propri loop, che danno forma ad un universo di fiaba, fra alberi, rami e simboli della natura, nel quale però aleggia sempre un sottile senso di inquietudine.
La prima parte del concerto è giocata su diverse tracce dell'ultimo album Le canzoni della cupa, diviso in due capitoli Polvere e Ombra, che in questo tour teatrale è preminente con brani come "Le creature della cupa", "Scorza di mulo", "Il pumminale" e "Maddalena la castellana" che portano a "La notte di San Giovanni" e "L'angelo della luce". I ritmi ossessivi de "La bestia del grano" traghettano su altri lidi Capossela e il gruppo di musicisti ed artisti che lo accompagnano in questa avventura. Il vaso delle canzoni del passato si apre con una maestosa versione di "Brucia Troia" che fa da passaggio verso "Vinocolo", "Dimmi Tiresia" e "Le sirene". Capossela si muove, suonando il pianoforte ed altri strumenti, fra le ombre sul palco con costumi neri e copricapi più o meno appariscenti.
La scaletta regala altri gioielli della sua produzione come "Parla piano", "Fatalità", "Modì", la tribale "corvo torvo", "scivola vai via" e "Marajà".
Le canzoni della cupa  tornano impetuose in coda fra "Pettarossa", "Lo sposalizio di Maloservizio" e "Il lutto della sposa" lasciando ad un impetuosa "Il ballo di San Vito" l'atto finale. Ma cinque minuti di applausi a Vinicio Capossela e alla sua brigata, nella quale merita menzione speciale Vincenzo Vasi con gli effetti stranianti del suo theremin, non impediscono al filo di note di spezzarsi.
Nei bis si materializzano "Come la rosa", "Ovunque proteggi" e "Camminate" con Capossela che sceglie l'ironia per il suo congedo: "So che il biglietto per gli spettacoli teatrali non è economico ma è costato meno di una seduta dallo psicoanalista e forse vi ha portato a capire qualcosa in più riguardo alle vostre ombre".

L'ADIGETTO 28.3.2017


L'articolo a cura della giornalista Sandra Matuella del giornale on-line L'Adigetto, parla del concerto di Vinicio Capossela presso l'Auditorium Santa Chiara di Trento del 27 marzo 2017.
All'interno dell'articolo si parla inoltre della incursione dei Krampus che abbiamo impersonato con Claus Soraperra; oltre a noi in questa occasione era presente anche Egidio Galvan, l'accordatore trentino di fiducia di Vinicio, nella foto qui sopra tra noi due.

IL CONCERTO OMBRA E LA TRAGEDIA DI TRENTO
Vinicio Capossela: "...I mostri che albergano dentro noi stessi e che vivono nell'ombra. Ma soprattutto la cosa più spaventosa: noi stessi, la nostra ombra interiore"

In una Trento incredula e sotto shock per il terribile massacro dei piccoli figli da parte del padre che si è poi gettato in un dirupo, nemmeno un bel teatro tutto esaurito poteva invitare a una serata allegra e spensierata. invece, il concerto di Vinicio Capossela che si è tenuto appunto lunedì, in un gremito Teatro Auditorium, si è rivelato un appuntamento utile, per quanto possibile, ad elaborare e, in qualche modo, accogliere, l'orrore accaduto durante il giorno.
con le sue "Canzoni della cupa e altri spaventi", tappa del tour "Ombra", Vinicio Capossela, lo sciamano della musica d'autore italiana, ha cantato le inquietanti metamorfosi dell'uomo in creature fantastiche, emerse dal profondo della notte dei tempi. "Vecchie conoscenze -osserva Capossela- il minotauro, il ciclope, i mostri che albergano dentro noi stessi, la nostra ombra interiore. Perché, come dice il mio amico pescatore d'ombre Jacopo Leone, la luce rivela il visibile, l'ombra rivela l'invisibile."
Il palco è una scatola nera, luogo di passaggio di licantropi, di sirene che cantano la voce degli assenti, gli uccelli della notte e angeli caduti, di lamenti di anime senza pace e morti di malamorte. È una caverna che brulica di maschere velate di nero, di clandestinità e di labirintici specchi deformanti dove ballano "le ombre scure che genera la luce della convenzione sociale e che il corpo proietta sul terreno dell'istinto".
È insomma una scena vorticosa che abbraccia la dimensione del sacro: instancabile esploratore del mito, di riti magici e culti antichi del Mediterraneo, sconfinando anche nel mondo biblico e nelle parabole evangeliche, nel 2011, in occasione del precedente concerto a Trento, Vinicio è salito in cattedra alla Facoltà di Lettere, insieme a Giorgio Ieranò, docente di Storia del teatro greco, per raccontare la sua complessa avventura artistica e antropologica.
Alla fine del concerto di lunedì, dal palco Vinicio parla di ombre e di inconscio citando Jung, e invita le persone ad entrare in questa dimensione "non sul lettino dello psicoanalista, ma sulla poltrona del teatro", in forma, quindi, partecipata e condivisa: "certo i biglietti dei teatri non sono proprio economici, ma costano comunque meno di una seduta di psicoanalisi". Pioggia di applausi!
È anche vero, però, che gli spettacoli teatrali con la creatività e i mezzi per far vivere un'esperienza sensoriale e spirituale così incisiva, siano davvero rari, e non a caso il concerto di Vinicio è stato salutato con una doppia standing ovation finale al cantautore e ai suoi straordinari artisti e musicisti di strumenti antichi e moderni, tra cui Anusc Castiglioni, scenografa e animatrice d'ombre che ha trasformato la scena del concerto in un grande teatro di ombre e lanterne magiche di visioni ineffabili.
E Vincenzo Vasi, musicista unico per originalità e presenza scenica, virtuoso del theremin, uno strumento elettronico dalle sonorità spettrali ( indimenticabile il concerto di Capossela in cui vasi suonava accanto al "cristallarmonio" del musicista trentino Gianfranco Grisi, altrettanto originale e magnetico: lunedì, a fine concerto, dal palco Vinicio ha salutato Grisi mandandogli pure un bacio).
Questo concerto "Ombra" aveva anche un cuore tutto trentino. Egidio Galvan, dell'omonima celebre ditta di pianoforti di Borgo Valsugana, è infatti l'accordatore di fiducia di Vinicio, mentre ad agitare la scena e la platea, sono scesi da Canazei i due Krampus ossia i diavoli delle leggende dolomitiche, impersonati da Claus Soraperra e Manuel Riz: a loro il compito di spaventare, ha specificato Capossela a fine concerto, e non di fare semplicemente paura, per risvegliare così alla vita.
Sono maschere potenti della tradizione alpina, armate di forconi in legno, che appartengono anche a quel variegato mondo dionisiaco, portatrici come sono del "terrore ebbro e creatore", come diceva Platone, e quindi "di quell'anarchia micidiale da cui nasce il bisogno di coesione e unità".

SANTE NICOLA - Museo Muse, Trento


Vinicio Capossela e il regista Andrea Segre hanno collaborato per la realizzazione del film documentario Indebito sulla musica rebetika greca, così nella serata del 22 dicembre 2013 sono stati invitati dal museo Muse di Trento per parlare della loro amicizia, ma anche per raccontare dell'ultimo film di Segre La prima neve girato in Val dei Mocheni.
Per questo evento Vinicio Capossela mi ha coinvolto in una piccola "performace natalizia", dove dopo alcuni pezzi musicali, abbiamo inscenato una visita pastorale di Sante Nicola (protettore delle vittime dei propri errori) che ha dispensato consigli e sante parole al pubblico presente, il tutto farcito dai campanacci e versi infernali dei Krampus che per tutto il tempo hanno scorrazzato indisturbati all'interno del museo.



VINICIO CAPOSSELA - Vajolet

Il 3 agosto 2013 si è tenuto presso il Rifugio Vajolet a quota 2240 metri, il concerto di Vinicio Capossela in occasione de L'Alba delle Dolomiti, dove  si è esibito in compagnia dell' artista cretese Psarantonis ed i suoi figli anch'essi musicisti.

Lo spettacolo ANTROPOS colui che guarda in alto - musica per rocce, vento e terra, si è tenuto in due tempi, alle 6 del mattino ed alle 8, per via del grande afflusso inaspettato di oltre 6000 persone, che già dalla sera prima hanno iniziato a salire in quota a piedi.
A questo show ho partecipato insieme a Claus Soraperra, muniti di campanacci, pellicce e corna da caproni arrampicandoci sulle rocce al ritmo della musica di Brucia Troia ed il Ballo di San Vito.

TRENTINO 6.8.2013

L'articolo a cura di Elisa Salvi del Trentino, parla della partecipazione insieme a Claus Soraperra, al concerto di Vinicio Capossela per i Suoni delle Dolomiti. 

CON VINICIO ECCO MANUEL E CLAUS
Anche i due artisti protagonisti al Vajolet:"Capossela conquistato dalle Dolomiti"
Per quasi tutto il concerto, hanno fatto parte (in prima fila) di quei 5 mila che, nel cuore della notte del 3 agosto, sono saliti al Vajolet per assistere all’Alba di Vinicio Capossela. Ma, gli artisti di Canazei, Manuel Riz e Claus Soraperra, sul finire dello spettacolo, sono diventanti protagonisti a fianco del cantautore. Grazie all’amicizia che li lega da tempo a Capossela, Riz (fumettista che quest’estate ha fatto incetta di riconoscimenti) e Soraperra (pittore e responsabile del Liceo delle Arti di Pozza) hanno contribuito al successo dell’appuntamento de “I Suoni delle Dolomiti” che, al di là di qualche disagio per l’accesso da Pera al Gardeccia, ha ampiamente soddisfatto il pubblico, conquistato da un concerto (gratuito) di quasi tre ore.
E il finale è stato uno dei momenti più coinvolgenti: «D’accordo con Vinicio, vestiti di pelli, abbiamo interpretato “i caproni” figure con un che d’ancestrale - spiegano i due artisti - sbucando da dietro il palco roccioso, simulando scontri tra noi, avvicinandoci al pubblico, colto di sorpresa e divertito tanto da mettersi a ballare. Un crescendo d’intensità mimica che è andato di pari passo al ritmo incalzante dei brani conclusivi di Vinicio e alla sua lettura della leggenda del Lago d’Antermoia».
Riz e Soraperra non sono nuovi a queste prove d’artista con Capossela: hanno iniziato un paio d’anni fa in occasione di un concerto a Trento (che li ha fatti incontrare per via del libro di Riz sui riti di San Nicolò) interpretando i “Krampus” (diavoli), ripetuti a Riva del Garda lo scorso settembre.
«Il Vajolet è stato speciale per noi e non solo. Vinicio ci ha confessato che questo è stato uno dei concerti più belli della sua vita, per le montagne, la luce che le lambiva, il volo dei corvi e la presenza del suo mito: Psarantonis. È stato un piacere per lui esibirsi in Fassa».
Una valle che Capossela aveva conosciuto finora, nella veste invernale, per merito dei due artisti, capaci di fargli apprezzare la cultura ladina. L’Alba ha fatto scoprire, con occhi nuovi, al cantautore la montagna d’estate: una rivelazione, tanto da fargli scegliere, con l’aiuto di Riz e Soraperra, un look alpino per lo spettacolo. «Appena arrivato con la sorella, giovedì scorso abbiamo accompagnato Vinicio in uno storico negozio d’articoli sportivi di Canazei, dove ha comprato - dopo prove tanto lunghe che lì non si erano mai viste - scarponi, calze di lana, pantaloni alla zuava, camicia a scacchi e cappello di feltro. Ma il bello è venuto quando abbiamo testato l’acquisto con una passeggiata fino a Mortic: Vinicio era soddisfattissimo, lo ripeteva a ogni passo».
In questi giorni fassani Capossela ha anche annunciato a Riz e Soraperra progetti futuri che li potrebbero coinvolgere: «Il mondo di Vinicio è diverso dal nostro, ma ci accomuna una sintonia artistica. Se ci chiama siamo pronti».