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PASCALIN SELFIE

In collaborazione con la Biblioteca Comunale di Canazei il 23 novembre 2022, sono stato invitato a presentare insieme all'amico Claus Soraperra de la Zoch, una serata dedicata alla figura del primo fotografo delle Dolomiti Franz Dantone Pascalin (1839-1909), oltre ad altri fotografi fassani come Alessio Bernard (1922-2012), Franco Dezulian (1933-2022) e Carlo Budel che hanno raccontato la storia della Val di Fassa attraverso il loro obiettivo fotografico.

 


L'incontro dal titolo PASCALIN SELFIE Dal dagherrotipo allo smartphone si è tenuto presso la sala consiliare del Comune di Canazei, per l'occasione insieme a Claus abbiamo realizzato una speciale cartolina lenticolare, con una rivisitazione in chiave contemporanea del Pascalin intento nel farsi un selfie circondato da un paesaggio in continua evoluzione, sia dal punto di vista turistico che climatico/ambientale.

LA USC DI LADINS 2.12.2022

L'articolo a cura di Nicoletta Riz della La Usc di Ladins, parla dell'incontro PASCALIN SELFIE Dal dagherrotipo allo smartphone, tenutosi presso la sala consiliare del Comune di Canazei il 23 novembre 2022.

PEDIES 26.11.2022

All'interno del programma Pedies (min.5,35) è andato in onda un servizio televisivo dedicato all'incontro PASCALIN SELFIE  Dal dagherrotipo allo smartphone.
Il tutto è stato trasmesso sull'emittente TML di Trento il 26 novembre 2022, a cura di Stefania Riz, Annarita Lollo,  Angela Pederiva e Graziano Bosin della Dolomiti Media House.

TRAIL 24.11.2022

Questo servizio televisivo, a cura della giornalista Margherita Detomas della RAI Ladinia di Bolzano, è andato in onda sul TG Ladino Trail il 24 novembre 2022 in occasione della presentazione dell'incontro PASCALIN SELFIE Dal dagherrotipo allo smartphone.

L'IDENTITÀ DEL TERRITORIO

Il 2 giugno 2019 a Canazei, presso la Frida Street Gallerylo spazio autogestito con l'artista Claus Soraperra, insieme ad un bel gruppo di amici e sostenitori abbiamo realizzato la performance annuale dedicata al tema L'identità del territorio.

La performance si è aperta con l'arrivo delle Art-Truppen sul potente veicolo anfibio. In seguito gli spettatori presenti, muniti di documento d'identità, sono stati schedati sul registro ufficiale della Gallery imprimendo la propria impronta digitale sullo stencil all'interno della vetrina, in modo da formare la silouette del gruppo del Sella.
L'impronta rappresenta la presenza dell'uomo sul territorio che con le sue scelte, può alterarne l'aspetto ma anche mutarne la funzione, influenzando a sua volta il rapporto delle generazioni future con l'ecosistema.


In seguito il party è andato avanti con la distribuzione di un ottimo rancio di zuppa di fagioli solamente al pubblico munito di utensili portati direttamente da casa (una tazza, un bicchiere e un cucchiaio), in modo da non utilizzare utensili in plastica durante l'evento.



PROPRIETÀ PRIVATA?


Il 31 maggio 2018 a Canazei, presso la Frida Street Gallerylo spazio autogestito con l'artista Claus Soraperra, insieme ad un bel gruppo di amici e sostenitori abbiamo realizzato la performance dal titolo Proprietà Privata?


In questa occasione abbiamo realizzato una ricerca sul territorio, fotografando ed esponendo nella gallery molti dei cartelli di "Proprietà privata" presenti in paese.
La multiformità nella grafica e nelle forme degli avvisi, ci ha portato a riflettere su come ognuno di noi nella vita di tutti i giorni cerca di delimitare i suoi piccoli spazi concreti, ma anche virtuali, cercando di difendersi da eventuali "invasori", talvolta inserendo della segnaletica dove in realtà la proprietà non è del tutto "privata" come spesso recita il cartello...



 

 

PEDIES 16.6.2018

https://www.youtube.com/watch?v=A8ZeGXwMLso 

All'interno del programma Pedies è andato in onda un servizio televisivo che racconta della performance presso la Frida Street Gallery a Canazei. Il tutto è stato trasmesso sull'emittente TML di Trento il 16 giugno 2018, a cura di Stefania Povolo,  Luca Rubbo e Giacomo Gabrielli della Filmart Studios.

L'ADIGE 3.6.2018


L'articolo a cura della giornalista Stefania Povolo de L'Adige, parla della performance Proprietà Privata? Presso la Frida Street Gallery.

Soraperra e Riz le tante "proprietà private" presenti in paese
LA PAURA DELLE INVASIONI È ARTE

Proprietà privata che vai, cartello che trovi: questo sembra il pensiero che ha animato Claus Soraperra e Manuel Riz nel loro ultimo attacco d'arte a Frida Street Gallery, a Canazei.
In un pigro giovedì sera, tra il girovagare di curiosi in giacca e cravatta in Strèda de Parèda, poco lontano dalla piazza antistante il municipio, una fiammante macchina azzurra ha traghettato i due artisti fassani, che elegantissimi sono entrati nella loro piccola magione artistica, per la loro dichiarazione sorprendente:"Vista la tendenza a recintare e a delimitare tutte le proprietà private, anche noi di Frida Street Gallery abbiamo deciso di fare sul serio e, in attesa di espandere le nostre proprietà, intanto ci siamo dotati  di cartelli per delimitare la nostra proprietà privata. Abbiamo guardato in giro per il paese e abbiamo trovato un po'di tutto: dalle minacce di videosorveglianza dove non esistono telecamere, a "attenti al cane" in domicili di persone allergiche agli animali. Le abbiamo raccolte qui come esempio e abbiamo deciso di regalarvene qualcuno, perchè di proprietà privata non ce n'è mai abbastanza, pare."
La nuova performance artistica dei due professori della scuola ladina, gioca questa volta sulla multiformità dei cartelli e delle prescrizioni, sulla paura delle invasioni del proprio piccolo spazio e, forse, anche sulla difficoltà oggettiva di transito e parcheggio in una Val di Fassa che tra pochi giorni si vedrà di nuovo invasa da ospiti e veicoli.
Lo spirito dissacrante dei due non è nuovo ai proprietari del bistrot Hirsch che hanno adottato da qualche decennio questa galleria d'arte a cielo aperto, a disposizione di curiosi e passanti ad ogni ora, ma che giovedì, anche per festeggiare il compleanno della storica titolare da cui Frida Street Gallery prende il nome, si è trasformata in un momento di aggregazione allegro e senza confini, ma con molti cartelli "di proprietà privata?".
Come già accaduto con le precedenti performance artistiche (si ricorda "Girino d'Italia e "Wolf boots") anche "proprietà privata?" rimarrà a disposizione degli spettatori, alle dovute distanze previste dall'ordinamento giuridico, anche nei prossimi giorni e sul sito web fridastreet.blogspot.com

GIRINO D'ITALIA


Il 28 aprile 2017 a Canazei, presso la Frida Street Gallerylo spazio autogestito con l'artista Claus Soraperra, insieme ad un bel gruppo di amici e sostenitori abbiamo realizzato la performance collettiva del Girino d'Italia.


Condividere l'arte con tutti, il fare arte per stare insieme, dandole anche un valore ludico ma che poi inevitabilmente grazie ad un particolare inaspettato sia cromaticamente che simbolicamente, fa scaturire una riflessione.

Il valore dell'arte richiama da sempre con forza ad un confronto universale con ciò che accade ora, adesso. Un evento come l'arrivo della 17°tappa del Giro d'Italia a Canazei ha certamente stimolato il comune e tutta la popolazione a farne un evento promozionale, tingendo il paese di rosa.
Così anche l'incontro annuale con gli amici della Frida Street Gallery non poteva non "spruzzare" il colore rosa e proporre un momento di condivisione, divertimento e riflessione, dove questa volta gli artisti non sono stati Manuel e Claus, ma il pubblico stesso. Guidati e motivati con destrezza e attenzione, tutti gli invitati hanno potuto lasciare un loro segno, un "girino rosa" che poi si è trasformato in un gruppo di oltre 40 girini, con in testa al gruppo quello "nero", in "fuga", una fuga non tanto spettacolare e sportivamente corretta, ma pesantemente attuale per quelle persone che fuggono da condizioni di povertà disumana e che spesso diventano imbarazzanti per luoghi e persone, per Canazei e le valli ladine, dove talvolta con fatica si procede alla loro integrazione.



TRENTINO 18.5.2017


L'articolo a cura della giornalista Elisa Salvi del Trentino, parla della performance Girino d'Italia  presso la Frida Street Gallery.

La performance a Canazei
RIZ, SORAPERRA E ALTRE 80 MANI FIRMANO IL "GIRINO D'ITALIA"

È un'opera a ottanta mani quella presentata alla Frida Street Gallery da Manuel Riz e Claus Soraperra. Per il "Girino d'Italia", questo il titolo del lavoro che è stato occasione di una performance collettiva, gli apprezzati artisti di Canazei, entrambi docenti della Scuola ladina di Fassa, hanno coinvolto la quarantina di persone presenti. Il tutto, con il piglio spiritoso e arguto che li contraddistingue.
I due, anche questa volta, hanno sorpreso i loro amici e fan, presentandosi a bordo di un tandem nella via del centro del paese, che accoglie la bacheca dove è esposto il "Girino d'Italia": una composizione di girini rosa tra cui ne spicca uno nero.
"Quest'anno - hanno esordito, tra i sorrisi, Riz e Soraperra - ci siamo ispirati all'evento più importante che accadrà in Fassa: il Giro d'Italia. Una manifestazione che ci coinvolge tutti e per cui vorremmo che mettesse in luce l'artista che c'è in voi, contribuendo a un'opera che, se venisse venduta a un intenditore, contribuirebbe anche un buon guadagno per ciascuno. Vi chiediamo perciò di realizzare il vostro Girino d'Italia",
Con entusiasmo, uno per uno, i componenti del pubblico, forniti di bomboletta spray rosa e stencil con la forma del girino, si sono messi al lavoro, tra applausi e risate sottolineate da una fisarmonica. Certo, osservando i girini in bacheca, non è sfuggito quello nero: "A un'opera d'arte - hanno spiegato Riz e Soraperra - si può dare, o mutare significato grazie a un solo particolare. Ecco che nella composizione abbiamo inserito un girino nero in fuga, perché, come bene insegna il Giro d'Italia, c'è sempre nel gruppo chi fa uno scatto in avanti, può arrivare al traguardo da solo o trascinare con sé gli altri". Ma la fuga è anche quella di cui si sente parlare spesso, da Paesi in guerra, in assoluta povertà, dove le persone vivono in condizioni estreme. Il girino nero richiama quindi i temi dell'immigrazione e dell'integrazione che toccano anche i fassani da vicino. da alcuni giorni sono infatti arrivati in valle i primi richiedenti asilo.

DOLOMITES SOUVENIR


Raccogliere oggetti rifiutati o abbandonati sui sentieri o sulle piste da sci, diventa un'occasione per intraprendere un lavoro di archeologia contemporanea ovvero "etnoarcheologiaturistichalpina".
Crediamo infatti che attraverso la raccolta sul territorio dolomitico e l'archiviazione di questi piccoli reperti, possiamo risalire a delle informazioni che dall'ambito di ricerca passano all'ambito di ricerca passano all'ambito socio-antropologico fornendoci informazioni nuove.
La nostra azione artistica riconosce che siamo ormai parte di una società consumistica che utilizza l'oggetto solo per il fine stabilito, abbandonandolo poi, ma pur riconoscendo questo meccanismo passivo, il nostro pensiero vuole mettere in luce le possibilità creative che il sistema contiene in sè.
Il reperto attraverso il lavoro di raccolta e catalogazione diviene nuovamente "oggetto", con l'azione artistica "opera", che documenta la storia e un pensiero nuovo di attenzione critica verso i fenomeni ciclici della vita della nostra piccola comunità già globalizzata a vocazione turistica.




La presentazione del progetto Dolomites souvenir si è svolta il 9 ottobre 2015 a Canazei, presso la Frida Street Gallerylo spazio autogestito con l'artista Claus Soraperra, dove insieme ad un bel gruppo di amici e sostenitori è stata inaugurata la mostra di strada con la distribuzione dei 40 reperti (confezionati, numerati e firmati) raccolti in quota durante l'estate.




TRENTINO 13.10.2015


L'articolo a cura della giornalista Elisa Salvi del Trentino, parla della performance Dolomites souvenir  presso la Frida Street Gallery.

RIZ E SORAPERRA FANNO ARTE CON I RIFIUTI DEI TURISTI
Inaugurata la singolare installazione in Strèda del Faure a Canazei. In sacchetti e ben catalogati i "reperti"raccolti nei boschi e sulle piste da sci

A bordo di un'improbabile jeep gialla, carichi della loro simpatia contagiosa, hanno fatto ingresso nel tardo pomeriggio di venerdì in Strèda del Faure a Canazei, Manuel Riz e Claus Soraperra. Lì, dove da qualche tempo si trova la loro "Frida Street Gallery", li attendeva una cinquantina di persone, tra amici e estimatori, curiosi di ammirare "Dolomites Souvenir" la loro ultima opera d'arte, una performance nella performance.
Riz e Soraperra, l'uno fumettista e l'altro pittore ed ambedue insegnanti nelle scuole della valle, non hanno tradito le attese dei presenti con l'appuntamento annuale con "l'arte di strada", definita così perchè la loro galleria è una semplice bacheca lungo una via dove viene vista e interpretata da tutti i passanti.
L'idea del souvenir dolomitico, spiegata dai due rigorosamente in ladino tra tante battute spiritose, è ricca di quei contenuti e contenitori che, di solito, scartiamo. Nel corso dell' estate i due artisti hanno attraversato boschi e perlustrato sentieri e piste da sci, raccogliendo una quarantina tra rifiuti e oggetti lasciati da turisti e valligiani.
Gli oggetti, da lattine, a pass degli impianti, pezzi di sci, scarponi e quant'altro, sono stati catalogati - inserendoli in buste di plastica con data e luogo del ritrovamento - trasformandoli, così, in moderni reperti, mettendo in pratica quella che hanno definito "etnoarcheologiaturisticalpina". E c'è anche una bona notizia: "Non è stato facile trovarli, i nostri boschi sono puliti!"
Quindi, a fronte di un ambiente rispettato, Riz e Soraperra hanno specificato che l'archiviazione di piccoli reperti permette di risalire a informazioni socio-antropologiche. "La nostra azione artistica riconosce che siamo ormai parte di una società consumistica che utilizza l'oggetto solo per il fine stabilito, abbandonandolo poi. Pur riconoscendo questo meccanismo passivo, intendiamo mettere in luce le possibilità creative che il sistema contiene in sé. Il reperto, attraverso raccolta e catalogazione, diviene nuovamente "oggetto", con l'azione artistica "opera", che documenta la storia e un pensiero nuovo di attenzione critica verso i fenomeni ciclici della vita della nostra comunità, a vocazione turistica, globalizzata".
La performance presentata ha compreso una condivisione con i presenti: come lo scorso anno l'opera era legata allo scioglimento del ghiacciaio della Marmolada e a ogni partecipante era stato data un po'di neve (contenuta in vaschette da conservare in congelatore), quest'anno gli ospiti hanno fatto rientro nelle loro case con un reperto da conservare.

LA USC DI LADINS 30.10.2015


L'articolo a cura di Valentina Redolfi della Usc di Ladins, parla della presentazione del progetto Dolomites souvenir presso la Frida Street Gallery.

REFUDAMES CHE FARA’ STORIA
Claus Soraperra e Manuel Riz é endò stac pizochenc con la neva opera d’èrt te Frida Street Gallery a Cianacei

Dò che l’an passà i aea confezionà la neif del giacé de la Marmolèda, chest an duc era curiousc de veder che che aea enjignà enstouta Claus Soraperra e Manuel Riz, i doi amisc e artisć da Cianacei che colaborea da egn per portèr mìngol de èrt pizochenta te noscia val.
Da canche i à ciapà te man la vedrina de Frida Bernard Pitscheider del Garnì Hirsch a Cianacei, acà doi egn, Claus e Manuel i tacà à meter fora operes o projec con na funzion ence sozièla, chela de fèr pissèr la jent a fac de la vita de duc i dis.
Via per chest an i à metù fora cater operes: l pan bianch e l pan brujà su la costion di enfughé, na lingia de scartabìe “chiuso” che se troa sui ujes de boteighes, hotìe e restoranc fora de sajon; na bandiera ladina sul stil di Stac Unii e amò ence “l’apreskiboot”, ciuzé da schi de chi che dò na dì sui schi vel se fermèr ti apreski. (http://fridastreet.blogspot.it/)
Ma n’outa a l’an... ades i ne à usà e se speton che i lo fae ence l’an che vegn, i fèsc ence vèlch de spezièl e chest an i à metù via i refudames del bosch.
Dò aer śirà d’istà sui troes da mont, Manuel e Claus à tout sù i refudames e i li à metui via e confezioné con tant de numer, post olache i l’à tout sù e scrites per ladin. Ogne refudam te so scartoz de plastica net e nef, desche se fossa n souvenir... n souvenir da la Dolomites.
Orcena touta sù dut intorn Cianacei: cocoi de banda de la beandes, schipas, bulons, bocoles de boces, toc de bachec da schi, caneles e amò integratores di ziclisć e na lingia de robes da restèr de sas. “Sion jic a pe de spes d’istà – à spiegà i doi artisć – scontraane families con fiores, fonghes, sasc o osc. I se portèa a cèsa dut... desche souvenir. Nos però volaane fèr zeche de nef, che pièje con mìngol de design”.
E dò aer pissà e pissà ge é vegnù l’idea del “Souvenir Dolomites”: orcena, petorcena, refudames te sachet ma che più che dut l’é n’opera d’èrt con n segnificat. Un pel grignèr, se maraveèr, se utèr da l’autra e pissèr chel che l vel, ma enstadì ic doi à amàncol volù portèr la jent a na reflescion. “Chel che nos lascion  - i à dit - l vegnarà tout sù tel davegnir e l mosciarà chi che siane. Canche i archeologhes i jirà a ciavèr i troarà duta chesta orcena e sarà chesta robes chiò che ge dirà chi che sion stac... che ne metarà te la storia e che darà l’inom a noscia popolazion”. Donca con l Souvenir Dolomites se à volù dir ence che la storia la fajon ogne dì e la fajon nos. Sion duc responsaboi.

NEIF MARMOLEDA


Neif Marmoleda è una azione artistica nata dalla collaborazione con Claus Soraperra, che ha come obiettivo la sensibilizzazione del disgelo dei ghiacciai, attraverso l'arte come veicolo di comunicazione. La presenza della Marmolada all'interno del gruppo delle Dolomiti di Fassa apre scenari di dibattito e discussione che sono attuali e sensibili all'interno della comunità ladino - fassana.
Le problematiche legate al riconoscimento della Marmolada come Regina delle Dolomiti e le possibilità di apprezzarla nella sua potenza evocativa, sembrano rimanere un concetto volutamente "congelato" da una politica che fatica a dare risposte concrete e condivise, garantendo così uno status quo che penalizza l'immagine di Fassa.
Noi pensiamo che attraverso il problema del disgelo globale possiamo attirare l'attenzione di ogni singolo sulla questione della presenza appunto di questo ghiacciaio è sulle possibilità di farlo rivivere con le sue intrinseche potenzialità.
Il giorno 7 settembre 2014 a quota 2850 metri, in località Pian dei Fiacconi, abbiamo raccolto in 35 contenitori di plastica trasparente la neve della Marmolada, segnando la data, la latitudine (46°26' N), la longitudine (11°51' E), l'ora, numerando e firmando ogni singolo contenitore.
Un mese dopo, il 3 ottobre 2014, attraverso una performance abbiamo presentato l'azione artistica presso la Frida Street Gallery, consegnando ai presenti la neve "inscatolata" ricordando che ognuno di noi può simbolicamente far la propria parte nella salvaguardia e conservazione del pianeta.
Pensiamo che la soluzione dei problemi debba necessariamente partire dalla sensibilizzazione culturale.

FRIDA STREET GALLERY


La presentazione del progetto Neif Marmoleda si è svolta il 3 ottobre 2014 a Canazei, in occasione dell' apertura ufficiale della FRIDA STREET GALLERY , uno spazio autogestito con Claus Soraperra dove, da un paio d'anni, esponiamo opere nate da idee comuni con il fine di riflettere sulla società contemporanea tramite il linguaggio dell'arte, divulgando il nostro pensiero direttamente fra la gente che passa per strada.