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TRIENALA LADINA intervista TML


In questo programma televisivo è contenuta una mia intervista (min.15.40") in cui parlo dei miei stencil esposti alla Trienala Ladina. Il servizio tv è andato in onda nel programma Ercaboan il 7 settembre 2013, a cura di Michele Carpano dell'emittente TML di Trento.

TRIENALA LADINA 2013

 
La Trienala Ladina è un concorso d'arte che si svolge ogni tre anni presso il Museum Ladin a San Martin de Tor in Val Badia (BZ),  riservato a tutti gli artisti che risiedono nelle cinque valli ladine di Fassa, Badia, Livinallongo, Anpezzo, Gardena, nel Cantone dei Grigioni e Friuli, o tutti gli artisti che hanno un particolare legame con la storia, cultura o tradizioni ladine.
La giuria che ha selezionato i lavori per questa Trienala era composta dal curatore Alfredo Cramerotti (Mostyn, Wales), Adam Budak (Hirschhorn Museum, Washington DC), Frida Carazzato (Museion, Bolzano), Rainer Fuchs (Mumok, Vienna), Gunther Moschig (Freier Kurator, Tirol), Gehard Demetz (artista, Selva).


Il ciclo di stencil LADINS FASHION che ho proposto alla Trienala Ladina 2013, parte da una mia riflessione su come al giorno d’oggi nelle valli ladine l’utilizzo del vestito tradizionale abbia acquisito una doppia funzionalità: da un lato è un modo per affermare la propria “jurassica” identità, ma allo stesso momento spettacolarizzandola ad uso turistico nelle innumerevoli “sfilate tradizionali” estive.
In questo modo la popolazione locale presenta per alcune ore la propria ladinità alle migliaia di villeggianti che affollano le strade, così l’indigeno, che molto probabilmente per il resto dell’anno veste gli stessi abiti (imposti dalla moda globalizzata) del turista spettatore, indossando il costume tipico si trasforma in ladino vero per un giorno divenendo “attore della ladinità” da fotografare e filmare, come le grandi star del cinema sul tappeto rosso.
Così il nativo ladino diventa come il supereroe dei fumetti, che nella vita è una persona normale fra tante, ma solo nel momento in cui indossa il suo costume viene identificato dalla massa come immagine di riferimento diversa dalle altre.
Forse, inconsapevolmente, per le popolazioni delle vallate intorno al gruppo del Sella, questo è l’unico modo nella società frettolosa contemporanea, per fermare anche solo con un “click”, la propria storia millenaria e farla passare alle generazioni future come “autentica tradizione” di inizio del secondo millennio.

 
 

"L'identità culturale non è mai una cosa fissa cambia a seconda dello spazio, del tempo e anche dei flussi esterni e interni di una determinata comunità, nazione o civiltà. Il lavoro di Riz è incentrato su quella che è la caotica creazione di un'identità e il suo successivo cristallizzarsi in forme che possono essere molto distanti dal loro punto di origine. 
L'importante non è il fatto di riconoscersi in una specifica identità, ma realizzare che qualsiasi aspetto identitario è diverso a seconda della posizione da cui lo si consideri."
Alfredo Cramerotti

 

CHAOS AND ORDER - Trienala Ladina

 
"Il Museum Ladin Ciastel de Tor di San Martino in Badia (BZ) presenta la quarta edizione della Trienala Ladina di arte contemporanea e il Premio artistico di scultura Richard Agreiter.
Il binomio Caos e Ordine che governa e pervade in modo ambivalente tutti i sistemi della società in cui viviamo dall'economia alla tecnologia, dall'ambiente alla cultura, dalle questioni di genere a quelle identitarie rappresenta il peculiare leitmotiv della presente edizione. I concetti apparentemente in contrasto di ordine a caos, di artificiale e naturale, di locale e globale che ricorrono in Chaos and Order non sono, tuttavia, mostrati in contrapposizione fra loro, bensì sono connessi in una relazione reciproca dove l'uno non annulla l'altro".
Alfredo Cramerotti

Artisti partecipanti alla Trienala Ladina: Alesch Vital, Martina Stuflesser, Manuel Riz, Flurina Badel, Alfredo Cramerotti (curatore), Julia Biasi, Andreas Zingerle, Fabian Feichter.
L'apertura della Trienala Ladina si è tenuta il 19 luglio 2013 presso il Museum Ladin Ciastel de Tor, dopo una estenuante maratona di discorsi dei politici locali, fortunatamente sono seguiti sorrisi, fiumi di vino e  intrattenimento musicale del gruppo Ganes. 
Daniele Lupo (designer della mostra), Alfredo Cramerotti (curatore), Frida Carazzato (Museion)

Julia Biasi e Flurina Badel

Marlene Schuen e Maria Moling del gruppo Ganes

Alesch Vital

Stefano Cagol 

Lois Anvidalfarei e Alesch Vital

ARTRIBUNE 17.7.2013

Articolo sulla Trienala Ladina pubblicato sul sito di Artribune a cura di Mariella Rossi.

Quando l’arte si fa glocal: le Dolomiti accolgono la Trienala Ladina diretta da Alfredo Cramerotti. Il contemporaneo media tradizioni locali e atmosfere transnazionali
Quando leggete Trienala Ladina non pensate ai soliti eventi per turisti distratti, che affollano manifestazioni folk estive. Idem se vedete la foto della sede: un pittoresco castello tra le Dolomiti a San Martin, nell’Alto Adige orientale, in quella Val Badia che ha dato i natali a Gilbert di Gilbert & George. Giunta alla sua quarta edizione, questa triennale – opening il 19 luglio, visitabile fino al 31 ottobre – ha dimostrato di sapersi inserire in un panorama di livello internazionale, grazie a curatori di spessore (quest’anno Alfredo Cramerotti, nel 2012 Adam Budak) e a un’impostazione che la rende già di per sé sovranazionale. Gli artisti, selezionati a seguito di una open call, devono infatti essere legati per forza di cose a una delle cinque aree ladine dell’arco alpino: Val Badia, Val Gardena, Val di Fassa, Canton Grigioni e Friuli. Un territorio, quello intorno alle vette dolomitiche, decisamente attivo e reattivo sul fronte della creatività contemporanea: dal progetto Dolomiti Contemporanee di Gianluca D’Incà Levis, in corsa da tre anni, a quest’altra bella iniziativa, dall’identità forte.
E proprio partendo dalla dualità della cultura identitaria ladina, sospesa tra forte caratterizzazione locale e attraversamento di confini nazionali, ha lavorato Cramerotti con la mostra Chaos and Order, ribadendo un’antitesi presente anche nel Padiglione del Galles di Bedwyr Williams alla Biennale di Venezia. Ideato non a caso dal Mostyn, l’art center del quale lo stesso Cramerotti è direttore.
In mostra quindi un artista dell’Engadina con quarant’anni di carriera alle spalle, Alesch Vital, al fianco di Julia Biasi aka Dorakiki okidigatto, con base a New York; quindi il sudtirolese della Val Badia Fabian Feichter, allievo a Monaco di Olaf Metzel, e il trentino della Val di Fassa Manuel Riz, che porta nella contemporaneità la tradizione delle “faceres”, le tipiche maschere in legno carnevalesche. E poi Martina Stuflesser, che un paio di anni fa ha realizzato un’installazione in carta per l’Eurac ECO Library a Bolzano, e Flurina Badel, classe 1983, residente a Basilea. A questi si aggiunge Andreas Zingerle, designer di Graz, a cui va il Premio di scultura Richard Agreiter assegnato dal Museo Ladino a cui fa capo la Trienala.

TRENTINO 14.8.2013

 
L'articolo a cura della giornalista Elisa Salvi del Trentino, parla della mia partecipazione alla Trienala Ladina.

IL "GUANT" DI RIZ DIVENTA ARTE 
Canazei, le sue opere scelte da una giuria di esperti per la Triennale Ladina

Incassa un altro successo Manuel Riz di Canazei. Dopo il recente terzo posto alla “Biennale internazionale dell’umorismo nell’arte” di Tolentino (selezionato tra 900 artisti), ora espone alla Triennale Ladina, inaugurata il 19 luglio al Museum Ladin Castel de Tor di S. Martino in Badia. Come per Tolentino, le opere di Riz sono state scelte con quelle di altri sei artisti, tra numerosi pittori e scultori ladini (o che hanno a che fare con la ladinità), da una prestigiosa giuria d'esperti, fra cui Adam Budak (dell’Hirshhorn Museum & Sculpture Garden di Washington) e Alfredo Cramerotti (delle Mostyn Galleries di Wales, curatore di alcuni padiglioni della Biennale di Venezia 2013). Riz alla Triennale, aperta fino al 31 ottobre, presenta il ciclo di stancil “Ladin fashion”.
Tre pannelli, dal titolo “Super Chiena” si trovano all’interno dell’esposizione, mentre i due “Marascons” (maschere tipiche dai curiosi tratti dei volti; altezza 180 cm) sono applicati sulle pareti esterne d’un fienile accanto al museo e, infine, “Jurassic Ladins” (due dinosauri in abito tradizionale; altezza 200 cm) su una parete esterna della sede museale. Le opere rappresentano l’interpretazione di Riz sull’uso del “guant”, veste tradizionale. «Oggi nelle valli ladine - spiega Riz - col “guant” s’afferma la propria “jurassica” identità, ma spesso la si spettacolarizza per finalità turistiche, specie nelle innumerevoli feste folk». Tutto ciò, per Riz, è una sorta di escamotage superficiale della popolazione locale per distinguersi dagli ospiti. «L’indigeno - sostiene Riz - che probabilmente per il resto dell’anno veste gli stessi abiti (imposti dalla moda) del turista spettatore, indossando il costume tipico si trasforma in “ladino vero”. Per un giorno diventa “attore della ladinità” da fotografare e filmare, come le star del cinema sul tappeto rosso». L’abito sembrerebbe, quindi, fare il monaco per Riz, che sottolinea: «Il nativo ladino, così, è quasi un supereroe dei fumetti, che nella vita è una persona fra tante, ma quando s’infila il suo costume si distingue dalla massa con un’immagine diversa, di riferimento. Forse, inconsapevolmente, per le popolazioni delle vallate attorno al Sella, questo è l’unico modo, nella società frettolosa contemporanea, per fermare, anche solo con un “click”, la propria storia millenaria e farla passare alle generazioni future come “autentica tradizione” d’inizio secondo millennio».

DOLOMITEN 23.7.2013

L'articolo del Dolomiten, parla dell'apertura della Trienala Ladina.

LA USC DI LADINS 27.7.2013

Articolo di prima pagina della Usc di Ladins, a cura di Katia Pizzinini, dedicato all'apertura della Trienala Ladina.