"RACCONTO LA STORIA DEGLI SCI NATI PER NON SPROFONDARE"
L'illustratore presenta la graphic novel "Il pendio bianco"
Prima che disciplina sportiva, lo sci è stato strumento di sopravvivenza, mezzo di trasporto, fattore di trasformazione sociale. È questo sguardo laterale che attraversa "Il pendio bianco", graphic novel di Manuel Riz, che l'autore presenta venerdì 12 dicembre alle 18.30 alla Libreria La Montagna (via Saccchi 28 bis).
Perchè un libro sullo sci?
"Sono di Canazei e dalle mie parti lo sci è una presenza quotidiana che va ben oltre l'idea e la pratica sportiva. Trovando un vecchio libro sulla sua storia ho avuto la prova che l'aspetto più affascianate non erano le gare, ma l'umanità che lo attraversava".
Prima delle piste e degli impianti, a cosa servivano davvero gli sci?
"All'inizio erano un modo per non sprofondare nella neve. Poi sono divenati strumento di esplorazione: uno dei primi grandi viaggiatori sugli sci fu un prete di Ravenna, Francesco Negri, nel Seicento. Le gare nascono in Norvegia come prove di abilità, ma solo alla fine dell'Ottocento, sulle Alpi, lo sci diventerà sporto vero e proprio".
Come lo sviluppo dello sci ha trasformato le comunità alpine?
"Gli impianti di risalita hanno cambiato il paesaggio, ma soprattutto la vita delle persone. L'economia basata su allevamento e agricoltura è stata progressivamente sostituita dal turismo. I contadini sono diventati albergatori. È cambiato il lavoro e la struttura sociale dei paesi".
Oggi lo sci è anche un'economia che fa i conti con la crisi climatica. Che futuro immagina?
"Dagli skipass alla vita nelle località turistiche, i costi sono enormi. Fattore che ha spinto in molti a trasferirsi altrove. Allo stesso tempo. però, vedo nascere una forte ricerca di identità: in val di Fassa molti giovani la vorano sulla cultura locale, sulla lingua, su una montagna più lenta e più umana".
Perché racconta questa storia attraverso il fumetto?
"L'illustrazione è un linguaggio diretto, universale, che va dritto al punto. Non puoi barare: se non sei sincero, il lettore se ne accorge subito. E per una storia fatta di neve, uomini e paesaggi essenziali, il disegno è la forma naturale".
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